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Questo particolare libro raccoglie i pensieri, le battute, le domande di un ex-pompiere costretto immobile a letto da una terribile malattia: la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), il male di Welby, Coscioni e Nuvoli. Eppure le sue parole così dense di fatica e sofferenza, sono colme di ironia e gratitudine: un inno alla vita che sono un salutare pugno allo stomaco di noi lettori, così intristiti dalle vicende umane e dai propri limiti. Una raccolta di pensieri che muovono il nostro cuore a domande più profonde, che aiutano al alzare lo sguardo verso orizzonti più ampi e farci così amare il nostro cammino in questa terra con le sue difficoltà e dolori, ma con una meta. Il titolo di questo libro è spigato dall'Autore stesso, che scrive "sentirsi uno spaventapasseri, una cosa, un peso. Devo sopportare tutto, perché un malato è già fastidioso di per sé, figurarsi quando si lamenta. In fondo siamo in tanti a comportarci così con Dio. Penso decisamente che anche Dio, più di una volta, deve sentirsi uno spaventapasseri". Il libro, che costa solo 6 euro, non è in vendita nelle librerie, ma può essere richiesto all'Autore: Carlo Marongiu, Viale Emilio Lussu, 13 09070 Narbolìa (Or). Voglio infine ricordare che il ricavato della vendita andrà in beneficenza. |
| Questo volume invece è un saggio, scritto da dei chimici: Francesco Mari ed Elisabetta Bertol. L’argomento è suggestivo per quanto inquietante, dal titolo: “Veleni – intrighi e delitti nei secoli”, edito da Le Lettere nel 2001. L’attività degli autori, tossicologi forensi, rende quest’opera letteraria completa sia per un approccio scientifico (ricco di termini forensi, chimici, medici, ecc… ) che meramente divulgativo. La lettura è facilitata da un racconto colto ma al tempo stesso accattivante: note e bibliografia aiutano nella comprensione delle vicende qui riportate. Inizialmente la fa da padrone l’arsenico (“principe dei veleni e veleno dei principi”), ma nello scorrere delle pagine apprendiamo l’uso di altri prodotti venefici. Suddiviso per capitoli il testo raccoglie e descrive famosi casi storici di morte per avvelenamento: dalla morte di Arrigo VII di Lussemburgo (1313) a quella di Francesco I de’ Medici (1587), dalla presunta morte di Napoleone I (1821) al più recente caso Nigrisoli (1964). Gli autori riescono a coinvolgere il lettore d’oggi in questi casi che appassionarono e divisero il pubblico del tempo. Da parte mia ho apprezzato da punto di vista letterario i primi capitoli, legati ad epoche storiche più lontane ed avvolte da vicende di per sé affascinanti, dove tradimenti e gelosie, potere e ricchezza, muovevano gli interessi degli uni contro gli altri. Come chimico, ho gustato i casi più recenti dove la scienza chimica si stava affermando anche con valenza tossicologica, con tecniche che seppur primordiali riuscivano a determinare la presenza anche di tracce di arsenico. Indicato anche a Medici ed Avvocati. Voto: 6+ |
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Questo volume, edito da Guanda
nel 2004, è un romanzo, vincitore del premio Campiello 2004, dal titolo “Una
barca nel bosco” (di cui non credo di aver compreso appieno il
senso), scritto da una professoressa di lettere presso un liceo
scientifico di Torino: Paola
Mastrocola, di cui avevo letto tempo fa’ i suoi giudizi sulla nostra
scuola d’oggi, tanto da farle scrivere un saggio dal titolo: “La scuola raccontata al mio cane”. L’ho comperato, questo
libro, per regalarlo a mia figlia, adolescente, perché già nella breve
presentazione, in quarta di copertina, mi aveva colpito. Prima però l'ho
voluto leggere io ed ho fatto bene: divorato in pochi giorni, ho sorriso e
pianto sulle pagine più belle di questa storia fantastica di un ragazzo
che lasciando la sua isola approda a Torino, per seguire il suggerimento
di una sua insegnante di latino delle medie. Attraverso il dipanarsi delle
vicende del protagonista, l’autrice descrive, col linguaggio dei giovani
d’oggi ma accettabilissimo e gradevolissimo anche da un cinquantenne
come me, le problematiche degli adolescenti e della scuola superiore,
senza risparmiare critiche o lodi a nessuno. Spassosissimi i primi giorni
al liceo, dove un ragazzo arrivato per studiare latino, viene bombardato
da “settimane dell’accoglienza”, professori che fanno tutto tranne
che spiegare (“ di latino è da due mesi che siamo a pagina |
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